La storia di Corvara e Bracelli, inserita nel contesto della Val di
Vara e delle Cinque Terre
Un po' di storia...: Corvara
"Attraversò
il paese triste e silenziosa, dirigendo i suoi passi all'abitazione
di colei che le stava a cuore. Ci fermammo alla porta di una casa antica.
Era un vecchio palazzo parecchie volte centenario, dall'aspetto di maniero.
I muri grigi, massicci, screpolati, presentavano fessure ogni dove (...)"
Scriveva così Giovanna
Rosita M. Zembo, quasi un secolo fa, nella sua dimora di Corvara.
Poco è cambiato da allora in questo paese e nei suoi dintorni
(Bracelli, Beverino), a cui questo
portale è dedicato. Qualche metro quadrato di asfalto in più,
un pugno di caseggiati nuovi di zecca inseriti però nel contesto
quasi timidamente, con un impatto mite ed armonioso con il contesto
storico-culturale dell'ambiente, che incute un rispetto quasi religioso.
Corvara
è paese dalla storia millenaria: il castello
di Corvara è infatti citato già nel 1077
in un documento di Arrigo IV. A testimonianza della strategicità
del luogo, il castello fu una importante podesteria
della Liguria orientale nel sec. XII; roccaforte prima
degli Estensi e poi dei marchesi Malaspina,
passato avventurosamente ai Fieschi, il castello é
ancora menzionato nel 1273, durante la spedizione di Oberto
Doria contro La Spezia.
Nel 1365 il paese segue lo stesso destino della sua
regione: la Liguria é invasa dalle truppe dei Visconti,
ed anche Corvara viene così occupata.
Un dato statistico che
sfocia nella curiosità può rendere l'idea dell'importanza
di questo paese in quei secoli: al tempo della seconda crociata,
Corvara fornì alla Repubblica di Genova,
per armare le galere, ben 100 uomini, tanti quanti
ne fornì ad esempio un centro come Chiavari. Per dare un'idea
delle proporzioni, Levanto ne mandò appena 20 e Portovenere 26.
Al giorno d'oggi, in realtà,
ben poco resta dell'importante centro medioevale: due robuste
case torri, che dovevano formare con le mura di cinta un blocco
difensivo, ed un cadente muraglione, unico resto del
castello, sovrastante il paese.
Quello che il tempo non
ha invece cancellato, sono le antiche iscrizioni ed
i bassorilievi che testimoniano ancor oggi il glorioso
passato di Corvara. Il Giustiniani, storico della Repubblica
di Genova, così scrisse, nel 1535: "la Crovara é
luogo antico, qual per li passati anni ha dato qualche travaglio alla
Repubblica, ed al presente é sotto posto a quella, ed ha qualche
privilegii... e comprende la Crovara 100 fuochi e vi si vedono le rovine
di un castello ed un acquedotto lungo circa due miglia". Mentre
del castello quasi nulla resta, l'acquedotto
é ancora in gran parte perfettamente visibile.
Vale la pena infine di
fare una visita anche alla chiesa di S. Michele Arcangelo, risalente
al 1300: sul campanile, che una volta fungeva da torre difensiva, è
posizionata una testa di animale.
Tornando al presente e
rivolgendoci com'è doveroso al futuro, è ormai noto che
presto al posto dell'antico centro medievale sorgerà un complesso
residenziale con il beneplacito delle Belle Arti
e quindi nel pieno rispetto dell'antica topografia e del paesaggio,
in un contesto armonioso che sappia unire i fasti del passato
alle necessità del giorno d'oggi.
Un po' di storia...:
Beverino
Beverino
oggi si presenta come un ridente borgo che scopre qua e là i
segni indelebili del suo passato ricco di storia. Beverino fu fondata
nell'XI secolo dagli Estensi, e la
prima cosa che colpisce infatti una volta giunti in questo paese sono
proprio i resti dell'antico castello e delle mura
con la maestosa porta d'accesso.
In realtà, si suppone
che le prime pietre del borgo siano addirittura antecedenti l'anno 1000:
i primi insediamenti furono eretti infatti intorno all'antichissima
Chiesa di S. Cipriano, e lo sviluppo del paese procedette poi
in direzione dell'attuale centro di Beverino Castello,
separato dal nucleo iniziale al giorno d'oggi da un breve tragitto da
cui si gode di una vista meravigliosa.
Nel tratto di Aurelia
che da Borghetto conduce a Padivarma
si trova, una volta lasciatisi alle spalle il bivio per Memola,
la cosiddetta "Fontana del Papa", così
chiamata perchè leggenda narra che nel 1909 Papa Pio VII si sia
fermato proprio qui per ristorarsi nel corso del lungo viaggio che l'avrebbe
portato fino in Francia. Sempre sull'Aurelia, nella strada che porta
a Pignone, si arriva al bivio per Corvara:
è qui che si trova il Santuario della Madonna del Trezzo
(letteralmente "incontro a tre vie") al cui interno vi è
un affresco che risale al 1586 della Madonna con Bambino
assieme a Santa Lucia e Santa Apollonia.
Sempre nel comprensorio
del comune di Beverino è Bracelli, altro gioiello
completamente immenso nel verde, ed impreziosito dal passato dominio
dei Vescovi di Luni, oltre che dalla rilevanza strategica
e militare che, come gli altri paesi, ha rivestito nella sua storia.
Qui, merita sicuramente una sosta il PalazzoRavaschieri,
un elegante palazzo signorile risalente al XVIII secolo.